mercoledì 20 marzo 2013

Mons. Alfred Xuereb segretario personale di Papa Francesco



Sua Santità Papa Francesco ha scelto il suo segretario personale. Si tratta di Mons. Alfred Xuereb, 55 anni, prete, gioviale e solare come la gente della sua isola di Gozo (Malta), dal 2007 era uno dei due segretari personali di Benedetto XVI. Come tanti altri sacerdoti maltesi, dove abbondano le vocazioni, don Alfred era stato mandato in una parrocchia di Roma; qui ha proseguito gli studi all’Università Pontificia; poi per diversi anni ha avuto incarichi presso la Segreteria di Stato e la Prefettura della Casa Pontificia. Quando mons. Mieczyslaw Mokrzycki (lo storico segretario personale di Giovanni Paolo II e dei primi due anni di pontificato di Benedetto XVI) è diventato vescovo ed è andato in Ucraina, lui è stato chiamato a sostituirlo.
Ma come si vive nella casa del Papa? In una intervista aveva risposto in questo modo: “Il mio servizio inizia alle sei di mattina e termina verso le nove di sera. Quasi tutti i giorni il Pontefice riceve persone; al mercoledì c’è sempre la folla per l’udienza aperta al pubblico. Io e don Georg prepariamo la documentazione per le udienze; dalla Segreteria di Stato arriva quotidianamente una grande quantità di corrispondenza. Uno dei miei compiti poi è quello di raccogliere e compilare un elenco di richieste di preghiere che arrivano al Papa. Sono le richieste di malati, di gente che vive momenti di difficoltà e sofferenza. Questa lista la metto sull’inginocchiatoio in cappella dove il Papa si raccoglie in preghiera. La cosa che più mi impressiona è che lui, tra le mille cose che ha da fare, si ricorda delle persone: a distanza di giorni si informa e chiede notizie su singole situazioni”. Ogni giorno in Vaticano, arrivano capi di stato, vescovi, gente comune da tutti gli angoli della terra. E sulla scrivania del successore di Pietro si riversano una miriade di problemi esterni ed interni, non di rado anche attacchi personali, polemiche, notizie tragiche da paesi dove la Chiesa vive un equilibrio difficilissimo. Lo scenario è globale. A proposito di questo, per mons. Xuereb, “Benedetto XVI è sereno, lo sorregge una grandissima fede. E’ un uomo che continua a vivere il Vangelo in modo semplice”. Quando era al servizio di Papa Ratzinger, Mons. Alfred al mattino sentiva il giornale radio e a colazione comunicava le notizie più importanti al Papa. "A tavola lui ama conversare; normalmente oltre a me e a don Georg ci sono le quattro religiose che si occupano della cucina e della casa. Parliamo dei fatti della giornata, dopo cena guardiamo il telegiornale italiano o quello tedesco”. Don Alfred è stato uno dei pochissimi testimoni dell'incontro del Papa con le vittime di abusi sessuali. Ad una specifica domanda aveva risposto così: "È stato un momento molto toccante e di speciale grazia. Nella cappella della nunziatura, dapprima il vescovo di Gozo, monsignor Mario Grech, ha introdotto l'incontro con una breve preghiera in un clima di grande raccoglimento che mi rimanda col pensiero all'esperienza di Pentecoste, quando lo Spirito discese sugli apostoli riuniti nel Cenacolo insieme a Maria. Soprattutto è emersa la singolare paternità di Benedetto XVI. Basti pensare che il portavoce delle vittime ha riferito così ai giornalisti che lo hanno intervistato:  "Quando ho incontrato il Papa, mi sono reso conto di avere davanti a me una persona molto diversa da come viene descritta dai media". È rimasto toccato dal fatto che il Papa fosse visibilmente commosso e sinceramente dispiaciuto per quanto accaduto. Benedetto XVI ha anche apprezzato il loro coraggio nel denunciare quanti hanno commesso gli abusi. Inoltre le vittime sono rimaste colpite dal fatto che il Papa abbia preso le loro mani tra le sue. Quel momento mi ricorda il gesto misericordioso di Gesù che toccava e sanava. Anche in questo caso abbiamo avuto una guarigione, magari non fisica, ma sicuramente spirituale e psicologica. Tanto è vero che uno di loro ha affermato:  "Ormai per me è un capitolo chiuso. Ora posso ricominciare con fiducia rinnovata nella Chiesa e nei membri della Chiesa che sono fedeli al loro ministero sacerdotale". L'incontro è durato circa mezz'ora, ma i presenti hanno avuto la sensazione che se avessero parlato più a lungo il Papa li avrebbe ascoltati per tutto il tempo. E questo nonostante fosse stanco ed in forte ritardo sul programma previsto. Perciò quando si è congedato, i presenti ci hanno chiesto più volte, con insistenza, di porgere al Papa il loro vivo ringraziamento. E si leggeva nei loro volti tanta commozione".


(Matteo Orlando - Il Politeologo)

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